La presentazione del progetto

L’operetta è il senso della Leggerezza che si fa teatro.
Parodia e trasgressione sono gli ingredienti di quest’arte del sorriso vissuta nella frenesia di vivere “dimenticando ciò che non si può mutare”. Ma, nello stesso tempo, nelle proprie brillanti, deliziose  fiabe amorali l’Operetta precorre i grandi cambiamenti del “secolo breve”.

Dai primi capolavori di Offenbach (che beffeggiano l’aristocrazia e la società del Secondo Impero) alla sensualità dell’operetta viennese, all’operetta italiana con i suoi paradisi esotici e maliziosi in cui già scintillano i lustrini della gloriosa Rivista, l’Operetta rappresenta, tra otto e novecento un panorama della cultura europea della Leggerezza: un mondo che le guerre mondiali sembrerebbero aver sconvolto e che invece è rimasto all’orizzonte come un’illusione emozionante e delicata.  E ai margini del grande teatro drammatico e musicale, sopravvive con la sua grazia popolare come un autentico fenomeno culturale.

Di qui le motivazioni di questo spettacolo, che della più significativa fioritura della “piccola lirica” confeziona un incantevole bouquet, raccogliendo le situazioni, le seduzioni, gli umori, gli spunti sentimentali e comici di un teatro solo apparentemente minore.  L’operetta è invece teatro totale in cui all’interprete si richiede il massimo di eclettismo scenico e vocale (tra parola, canto, danza)  oltre alla classe ed alla simpatia.

Di qui l’idea di una carrellata lungo i giardini fioriti della “lirica leggera” così come li rievoca (ripercorrendone le fortune) una fuoriclasse assoluta, il soprano DANIELA MAZZUCATO, rigenerando le pagine più godibili (talune eccelse ed immortali) dell’operetta francese, danubiana, italiana: le pagine di un incantevole mondo di ieri, che si ricompone in un incantevole spettacolo di memoria, di nostalgia, di emozioni, di sfrenata gioia di vita, adatto per ogni teatro e contenuto nei costi seppur curato non solo nelle componenti canore e attoriali ma anche da un punto di vista scenografico, con una serie di proiezioni che accompagneranno i circa trenta interventi musicali e lo renderanno visivamente estremamente godibile e moderno. Alla “lirica leggera” si da una dimensione teatrale attuale e dinamica.

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Project presentation

The Operetta is the sense of lightness that makes itself theatre. Parody and transgression  are ingredienth of this smile art lived in the urge of living “forgetting what can not be changed”. But, at the same time, in it’s brilliant charming unmoral fairy tales, Operetta anticipates the great changes of the “short century”.

From the earlier Offenbach masterpieces (which teased the Second Empire nobility and society) to the Viennese operetta sensuality, to Italian operetta with it’s exotic heaven in which already glimpsed the Rivista glitters, Operetta depict, in between 19th and 20th century, the landscape of european lightness. A world that world wars looks like to upset but rested at the orizon like a gentle exciting emotion.At the edge of the dramatic and musical theatre it survives with it’s popular grace like an authentic cultural phenomenon.

Hence the reasons of this show which, using the best purposeful “small lyric” blossoming, wrap an enchanting bouquet, using situations, seductions, moods, romantic and funny prompts of an only seemingly minor theatre. Operetta is instead total theatre which ask actors maximum scenic and vocal eclecticism (in between speech, singing and dance) in addition to style and fondness.

Here starts the idea of a an overview upon the “light lyric” gardens as recalled (retraceing the fortunes) by an absolute topnotch soprano DANIELA MAZZUCATO, restoring the most enjoyable pages (some sky high and unbeatable) of French, Danubian, Italian operetta. Pages of an enchanting yesterday world that recomposes in a memory, nostalgia, emotions, uncontrolled joy for life charming show suitable for any kind of theatre, costs controlled but attended not only from the singing and playing point of view, but also from the stage one with a sequence of projections following the about thirty musical interventions that make it hugely enjoyable and modern. We offer an actual and dynamic thetrical dymension to “light lyric”.